Quest’opera nasce come un gesto di gratitudine verso il borgo di Cison di Valmarino, interpretato attraverso uno sguardo intimo e personale. L’artista costruisce una visione stratificata del paese, in cui natura, architettura e memoria si fondono in un’unica narrazione visiva. Il paesaggio diventa così un organismo vivo: accogliente e materno nella valle, solido e protettivo nelle sue strutture, dinamico come l’acqua che lo attraversa. La xilografia restituisce con forza questa complessità, traducendo in segno inciso il legame profondo tra luogo, storia e comunità.